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New
York e le elezioni americane
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New York (detta anche, in
italiano, Nuova York) è la città più popolosa
degli Stati Uniti d'America, situata
nell'omonimo stato, che ha per capitale Albany.
New York conta oltre 8 milioni di abitanti, che
originariamente erano detti "Knickerbockers",
distribuiti su un'area di 786 km² divisa
amministrativamente nei 5 "distretti" o
"circoscrizioni" (boroughs) di Manhattan, Bronx,
Queens, Brooklyn e Staten Island, che a loro
volta sono divisi in decine di quartieri.
Un "sesto distretto" è di fatto costituito da un
continuo di città dello stato del New Jersey
(tra cui Jersey City, Newark, Hoboken), che
essendo disposte sulla riva occidentale del
fiume Hudson, si affacciano direttamente
sull'isola di Manhattan, estesa sulla riva
orientale. Considerando questo "distretto"
aggiuntivo, che non può essere incluso
amministrativamente nella città poiché
appartenente a un altro stato, la popolazione
risulta essere di quasi 10 milioni di abitanti.
L'intera area metropolitana si estende su tre
stati (New York, New Jersey e Connecticut) e
conta circa 21 milioni di abitanti, risultando
così ancora oggi una delle più popolate al
mondo.
Vi si trova il Palazzo di Vetro, sede centrale
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
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Le elezioni Americane |
Le Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti
d'America sono una procedura elettorale degli
Stati Uniti d'America col la quale vengono
eletti i presidenti e il vicepresidenti di tale
repubblica federale per un mandato di quattro
anni che inizia cioè il 20 gennaio (detto
pertanto Inauguration Day) dell'anno successivo
a quello delle elezioni.
La più recente elezione si è svolta il 2
novembre 2004. La prossima elezione invece è
prevista per il 4 novembre 2008. Le elezioni si
svolgono nel cosiddetto Election Day — ovvero il
martedí successivo al primo lunedì di novembre
di ogni quarto anno.
Concretamente, l'elezione viene effettuata con
un metodo indiretto: i cittadini scelgono, con
metodi stabiliti dai singoli stati federali, gli
elettori i quali formano l'United States
Electoral College. Gli elettori possono
assegnare il proprio voto a chiunque, tuttavia,
salvo rare eccezioni, votano i candidati
designati e le loro preferenze vengono
confermate dal Congresso agli inizi di gennaio.
Il Congresso è il giudice inappellabile degli
elettori; l'ultima disputa seria risale al 1877. |
Negli ultimi decenni, uno dei candidati
presidenziali nominati dai partiti democratico e
repubblicano è quasi sempre stato un presidente
in carica oppure un precedente o attuale
vicepresidente. Di fatto, le elezioni del 2008
sono una competizione aperta: per la prima volta
dal 1952 e per la seconda volta soltanto dal
1928, né un vicepresidente, né il presidente in
carica saranno i candidati nominati dai due
partiti principali.
Negli anni in cui i candidati nominati dai tre
partiti principali non rientravano nelle file
dei presidenti o vicepresidenti, la scelta è
ricaduta su governatori o membri del Senato.
L'ultimo candidato dei partiti a non avere
ricoperto tale incarico fu il generale Dwight D.
Eisenhower, che vinse la nomina per il partito
repubblicano e divenne presidente nel 1952.
Il successo elettorale degli anni più recenti ha
favorito i governatori degli stati federali. Tra
gli ultimi cinque presidenti (Carter, Reagan,
George H.W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush),
soltanto Bush padre non era mai stato
governatore. Geograficamente, tutti questi
presidenti provenivano o da uno stato molto
grande (California, Texas), o da uno stato a sud
della linea Mason-Dixon[2] e a est del Texas.
L'ultimo senatore in carica a essere eletto
presidente degli Stati Uniti fu John F. Kennedy
del Massachusetts, nel 1960. L'unico altro
senatore in carica a essere eletto fu Warren G.
Harding nel 1920, mentre i candidati del partito
di maggioranza, senatori Andrew Jackson (1824),
Lewis Cass (1848), Stephen A. Douglas (1860),
Barry Goldwater (1964), George McGovern (1972),
Walter Mondale (1984) e Bob Dole persero tutti
quanti la competizione elettorale. |
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I candidati di quest'anno sono Barak Obama per
il partito democratico e John MacCain per il
partito repubblicano. |
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